FAQ
Domande frequenti
La prevenzione del seno comprende attività, esami e valutazioni che svolgono funzioni diverse.
In questa pagina trovi risposte approfondite alle domande più frequenti su prevenzione, MammoTest, Impronta Senologica, visita senologica, diagnostica, tecnologia e Percorso Senelia.
Le domande sono organizzate per argomento, così puoi orientarti più facilmente e approfondire ciò che ti interessa.
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Prevenzione del tumore al seno
Prevenzione del tumore al seno
La prevenzione del tumore al seno non dipende da un unico esame, ma dalla capacità di utilizzare strumenti differenti nel momento e nel contesto appropriati.
Conoscere il ruolo di ciascuno aiuta a costruire un percorso più consapevole e continuativo.
Quando iniziare a occuparsi della prevenzione del seno?
L’attenzione alla salute del seno può iniziare già in giovane età, anche prima dell’ingresso nei programmi organizzati di screening mammografico.
Conoscere il proprio seno, prestare attenzione ai suoi cambiamenti e raccogliere nel tempo informazioni sulla propria storia senologica permette di sviluppare una maggiore consapevolezza.
I controlli clinici e gli esami da eseguire dipendono invece dall’età, dalla storia personale e familiare, dalle caratteristiche del seno, dall’eventuale presenza di sintomi e dalle indicazioni del medico.
Non esiste quindi un unico strumento valido per tutte le donne e per tutte le fasi della vita: la prevenzione del tumore al seno nasce dall’utilizzo appropriato e complementare di strumenti diversi.
A cosa serve l’autopalpazione?
L’autopalpazione aiuta la donna a conoscere il proprio seno attraverso l’osservazione e il contatto abituale, così da riconoscere più facilmente eventuali cambiamenti rispetto a ciò che per lei è normale.
Il suo valore sta soprattutto nella continuità: sapere come si presenta abitualmente il proprio seno rende più semplice accorgersi nel tempo della comparsa di un nodulo, di una modificazione della cute o del capezzolo, di una variazione di forma o di altri cambiamenti che meritano attenzione.
È un principio molto vicino a quello su cui si fonda il Percorso Senelia: la normalità individuale diventa più conoscibile quando viene osservata nel tempo e confrontata con se stessa.
Prevenzione e diagnosi sono la stessa cosa?
No. Sono momenti differenti dello stesso percorso di tutela della salute del seno.
La prevenzione comprende attività orientate alla conoscenza, al controllo e al monitoraggio nel tempo.
La diagnostica entra invece in gioco quando un sintomo, un reperto, una variazione o una specifica indicazione clinica richiedono di comprendere se sia presente una patologia e, quando necessario, di caratterizzarla.
Prevenzione e diagnosi non sono alternative: svolgono funzioni differenti e si completano.
Qual è il ruolo della mammografia nella prevenzione?
La mammografia è una metodica radiologica fondamentale nella prevenzione e nella diagnosi precoce del tumore al seno.
È lo strumento su cui si basano i programmi organizzati di screening mammografico e può essere utilizzata anche al di fuori dello screening quando esiste una specifica indicazione clinica.
Età, densità mammaria, storia personale e familiare, presenza di sintomi e valutazione del medico contribuiscono a determinare quando eseguirla e se sia utile integrarla con altre metodiche.
Perché Senelia parla di monitorare la normalità del seno?
Perché un singolo controllo descrive il seno in un determinato momento, mentre la continuità permette di osservare ciò che rimane stabile e ciò che cambia.
Senelia affianca agli strumenti tradizionali della prevenzione un modello di osservazione nel tempo che utilizza il MammoTest e l’Impronta Senologica per contribuire progressivamente alla conoscenza della normalità individuale del seno.
Il principio è semplice: prima di poter riconoscere meglio ciò che cambia, è utile conoscere ciò che per quella donna tende a rimanere normale nel tempo.
MammoTest
MammoTest
Il MammoTest è il test senologico utilizzato nel Percorso Senelia e viene eseguito attraverso la tecnologia MammoWave.
Raccoglie valori numerici relativi al tessuto mammario che possono essere interpretati clinicamente e, attraverso le rilevazioni successive, confrontati nel tempo.
Cos’è il MammoTest?
Il MammoTest con tecnologia MammoWave è un test senologico eseguito con tecnologia MammoWave.
Durante l’acquisizione, MammoWave utilizza onde elettromagnetiche a bassa intensità per analizzare il tessuto del seno. I segnali raccolti vengono elaborati attraverso algoritmi dedicati e trasformati in parametri numerici.
Il risultato del MammoTest non consiste quindi in una fotografia anatomica del seno, ma in informazioni numeriche relative alle caratteristiche del tessuto rilevate in quel determinato momento.
Al primo MammoTest questi valori vengono interpretati utilizzando i riferimenti popolazionali su cui è stata sviluppata la tecnologia. Con le rilevazioni successive diventa possibile aggiungere anche il confronto con i MammoTest precedenti della stessa donna.
È questa possibilità di raccogliere dati confrontabili nel tempo che rende il MammoTest particolarmente funzionale al modello di prevenzione Senelia.
Il MammoTest fa diagnosi?
Il MammoTest è un test e il suo risultato non corrisponde, da solo, a una diagnosi clinica.
MammoWave raccoglie ed elabora segnali provenienti dal tessuto mammario e genera valori numerici. Questi valori possono risultare coerenti con i riferimenti disponibili oppure evidenziare un’anomalia numerica o un discostamento che merita di essere interpretato.
Per questo ogni MammoTest viene sottoposto a valutazione medica.
Quando emerge un’anomalia numerica, il medico mette il risultato in relazione con la storia senologica della donna, con l’anamnesi, con gli eventuali esami precedenti e con le altre informazioni disponibili.
Se questi elementi permettono di comprendere il motivo del discostamento, il dato viene interpretato all’interno del quadro complessivo della donna. Se invece rimane un elemento che merita approfondimento, il medico indica la valutazione specialistica o gli esami diagnostici più appropriati.
Il MammoTest produce quindi un segnale che viene sempre interpretato clinicamente.
Il MammoTest sostituisce mammografia o ecografia?
No. MammoTest, ecografia, mammografia e risonanza magnetica utilizzano tecnologie differenti e rispondono a domande differenti.
Il MammoTest genera valori numerici ripetibili e confrontabili nel tempo e viene utilizzato nel Percorso Senelia per contribuire al monitoraggio progressivo della normalità del seno della stessa donna.
Ecografia, mammografia e risonanza magnetica sono invece metodiche diagnostiche per immagini che permettono di studiare il tessuto mammario quando esiste una specifica indicazione clinica o diagnostica.
Si tratta quindi di tecnologie complementari: proprio perché svolgono compiti diversi, possono integrarsi nelle diverse fasi della prevenzione.
Quando dal monitoraggio della normalità emerge qualcosa che richiede di essere approfondito, la valutazione clinica e gli esami diagnostici indicati dal medico diventano fondamentali per passare dall’osservazione di un cambiamento alla ricerca e alla caratterizzazione di un’eventuale patologia.
Il valore del percorso sta nell’utilizzare ciascuno strumento nel momento e per la funzione appropriata.
Il MammoTest produce immagini del seno?
MammoWave rientra nell’ambito dell’imaging a microonde, ma a differenza delle metodiche che producono immagini morfologiche non restituisce una rappresentazione anatomica del seno.
La tecnologia elabora i segnali raccolti per generare mappe tecniche e parametri numerici che descrivono caratteristiche del tessuto mammario.
Questi dati costituiscono il risultato tecnico della tecnologia MammoWave e vengono successivamente utilizzati per la lettura e la refertazione del MammoTest.
Nelle rilevazioni successive, alcuni dei parametri numerici possono inoltre essere messi in relazione nel tempo attraverso l’Impronta Senologica.
Cosa significa se il MammoTest rileva un’anomalia numerica?
Un’anomalia numerica significa che uno o più valori rilevati si discostano dai parametri di riferimento oppure, nelle rilevazioni successive, mostrano una variazione che merita di essere compresa.
Non significa che sia presente una patologia.
Nella maggior parte dei casi, variazioni dei valori possono essere associate anche a condizioni benigne o a caratteristiche del tessuto mammario, come cisti, fibroadenomi, esiti cicatriziali, differenze legate alla composizione del seno o altri elementi che possono influenzare la rilevazione.
Per questo Senelia non interpreta mai l’anomalia numerica automaticamente.
Il medico mette il risultato in relazione con la storia della donna, l’anamnesi, gli eventuali esami precedenti e le altre informazioni disponibili.
Se il contesto permette di comprendere il motivo del discostamento, il dato viene interpretato all’interno del quadro complessivo della donna. Se invece rimane qualcosa che merita approfondimento, il medico indica la valutazione specialistica o gli esami diagnostici più appropriati.
L’obiettivo è comprendere perché quella rilevazione si discosta da ciò che ci aspettiamo o da ciò che era stato osservato precedentemente.
Perché è importante ripetere il MammoTest nel tempo?
Il primo MammoTest fornisce una rilevazione riferita a un determinato momento e permette un primo confronto con riferimenti di carattere generale.
Con il secondo MammoTest diventa possibile, per la prima volta, confrontare due rilevazioni della stessa donna.
Da quel momento il dato può essere osservato non soltanto rispetto a riferimenti popolazionali, ma anche rispetto alla storia che quella donna sta iniziando a costruire.
Le rilevazioni successive aggiungono nuovi punti di confronto e permettono progressivamente di osservare quali caratteristiche rimangono stabili e quali cambiano.
È da questa continuità che nasce il valore dell’Impronta Senologica.
In che modo il MammoTest si collega al principio dell’autopalpazione?
Autopalpazione e MammoTest condividono un principio fondamentale: conoscere nel tempo la normalità del proprio seno aiuta a riconoscere ciò che cambia.
Attraverso l’autopalpazione, la donna impara progressivamente a conoscere ciò che percepisce come abituale nel proprio seno.
Il MammoTest porta questo stesso principio su un livello strumentale, professionale e clinicamente supervisionato: attraverso la tecnologia MammoWave raccoglie valori numerici del tessuto mammario che possono essere confrontati nelle rilevazioni successive.
La continuità delle misurazioni permette così di aggiungere alla conoscenza personale della donna un’informazione numerica ripetibile e confrontabile, inserita all’interno di un percorso senologico strutturato.
È un’evoluzione dello stesso principio di osservazione della normalità: dalla conoscenza personale del proprio seno a un monitoraggio strumentale e clinicamente interpretato nel tempo.
A partire da quale età si può eseguire il MammoTest?
Il MammoTest con tecnologia MammoWave può essere eseguito nelle donne adulte, a partire dai 18 anni.
MammoWave utilizza microonde a bassissima potenza, l’acquisizione è non invasiva e il seno viene posizionato liberamente all’interno della coppa senza schiacciamento.
Queste caratteristiche rendono possibile utilizzare il MammoTest anche nelle donne giovani e inserirlo in un percorso di prevenzione costruito sulla loro età e sulla loro storia personale.
Ci sono condizioni che possono impedire di eseguire il MammoTest?
MammoWave non presenta controindicazioni note derivanti dall’utilizzo della tecnologia. Esistono però alcune condizioni operative che possono impedire o richiedere di rimandare l’esame.
Per eseguire correttamente la rilevazione, la donna deve poter assumere e mantenere la posizione prona sul lettino durante l’acquisizione. Il peso corporeo non deve superare i 135 kg e le dimensioni del seno devono consentirne il corretto posizionamento nelle coppe previste dal dispositivo.
Se è stata eseguita una biopsia mammaria da meno di una settimana, l’esame deve essere rimandato perché gli esiti recenti della procedura possono interferire con la rilevazione.
Un piercing al capezzolo deve essere rimosso prima dell’esame perché il materiale metallico può interferire con l’acquisizione.
Gli altri comuni accessori personali, come orecchini, orologi o bracciali, non richiedono normalmente di essere rimossi; nel caso di collane lunghe può essere consigliato toglierle per ragioni pratiche di posizionamento.
Come si svolge concretamente il MammoTest?
Prima della rilevazione vengono raccolte o aggiornate le informazioni utili alla storia senologica della donna.
Per l’acquisizione, la donna si sdraia in posizione prona sul lettino MammoWave. L’operatore sceglie la coppa più adatta alle dimensioni del seno e lo posiziona al suo interno in modo che rimanga correttamente centrato e libero.
Il posizionamento avviene per gravità e senza schiacciamento del seno.
Durante l’acquisizione, le antenne presenti all’interno del dispositivo si muovono intorno alla coppa trasmettendo e ricevendo i segnali elettromagnetici riflessi dal tessuto.
La posizione deve essere mantenuta stabile per tutta la durata della rilevazione.
La procedura viene eseguita su entrambi i seni e i dati raccolti vengono successivamente elaborati dal software MammoWave.
Quanto dura il MammoTest?
L’acquisizione con MammoWave dura circa 8 minuti per seno, a cui va aggiunto il tempo necessario al corretto posizionamento della donna sul dispositivo.
La durata complessiva della prestazione comprende inoltre la raccolta o l’aggiornamento delle informazioni utili al percorso e le attività previste prima e dopo l’acquisizione.
Impronta Senologica
Impronta Senologica
L’Impronta Senologica è il modello di lettura sviluppato dal Dott. Roberto Baldocchi che permette di mettere in relazione numericamente nel tempo i MammoTest eseguiti dalla stessa donna.
Il suo valore nasce dalla possibilità di collegare ogni nuova rilevazione alle precedenti, costruendo progressivamente una storia numerica personale osservabile nel tempo.
Cosa significa costruire la propria Impronta Senologica?
Costruire l’Impronta Senologica significa creare progressivamente una sequenza di rilevazioni numeriche confrontabili ottenute attraverso i MammoTest della stessa donna.
Il primo MammoTest raccoglie valori relativi al tessuto mammario e li mette in relazione con i riferimenti popolazionali utilizzati dalla tecnologia. Questa prima rilevazione rappresenta il punto di partenza.
Con il secondo MammoTest, generalmente eseguito a circa sei mesi, diventa possibile effettuare il primo confronto tra due acquisizioni della stessa donna.
Le rilevazioni successive aggiungono nuovi punti di osservazione e permettono di verificare nel tempo la coerenza o le variazioni dei valori raccolti.
È su questa sequenza che lavora il modello di lettura dell’Impronta Senologica: il dato viene progressivamente osservato anche rispetto alla storia numerica personale della donna.
La metafora della taglia standard e dell’abito sartoriale rende intuitivo questo passaggio: la prima rilevazione parte da riferimenti generali, come una taglia standard; i confronti successivi permettono progressivamente di costruire una lettura più personale, come un abito sartoriale che segue le caratteristiche della singola donna.
A cosa serve l’Impronta Senologica?
L’Impronta Senologica serve a mettere in relazione numericamente le diverse rilevazioni MammoTest della stessa donna.
Ogni nuovo MammoTest può così essere confrontato con quelli precedenti, permettendo di osservare se i valori tendono a mantenersi coerenti oppure se compare una variazione che merita attenzione.
Questo confronto rappresenta un’informazione ulteriore rispetto alla storia clinica, all’anamnesi, agli esami già eseguiti e alle eventuali valutazioni specialistiche.
L’Impronta fornisce quindi un segnale in più al medico e contribuisce concretamente al monitoraggio della normalità individuale del seno nel tempo.
Perché il secondo MammoTest è fondamentale?
Il primo MammoTest crea il punto di partenza, ma da solo non permette ancora di osservare l’evoluzione della stessa donna.
Il secondo MammoTest, previsto dal protocollo Senelia a circa sei mesi dal primo, consente il primo confronto tra due rilevazioni personali.
È in questo momento che possiamo iniziare a osservare se i valori raccolti mantengono una sostanziale coerenza oppure mostrano variazioni rispetto alla prima acquisizione.
Il secondo MammoTest non è quindi una semplice ripetizione del primo: è il momento in cui il confronto smette di essere soltanto generale e inizia a diventare personale.
È da questo passaggio che l’Impronta Senologica comincia realmente a prendere forma.
L’Impronta Senologica è uguale per tutte le donne?
No. Donne diverse possono avere caratteristiche del tessuto mammario differenti pur trovandosi entrambe nella propria condizione di normalità.
Inoltre, la normalità della stessa donna può modificarsi fisiologicamente nel corso della vita.
L’Impronta Senologica utilizza per questo le rilevazioni successive della singola donna, confrontando ogni nuovo dato anche con ciò che è stato rilevato precedentemente.
Con la continuità del percorso, il riferimento personale può diventare progressivamente più informativo e contribuire a descrivere meglio ciò che per quella donna tende a rimanere stabile nel tempo.
Cosa succede se nel confronto emerge una variazione?
Il medico mette la variazione in relazione con le rilevazioni precedenti, con la storia della donna, con l’anamnesi, con gli eventuali esami già disponibili e con le altre informazioni cliniche.
Se questi elementi permettono di comprenderne il motivo, il cambiamento viene interpretato all’interno del quadro complessivo della donna.
Se invece rimane un elemento che merita approfondimento, il medico può indicare una visita senologica specialistica con ecografia contestuale o gli altri esami diagnostici più appropriati.
In questo modo l’Impronta svolge la propria funzione: rendere visibile nel tempo ciò che merita di essere osservato con maggiore attenzione e fornire al medico un’informazione ulteriore per orientarne la valutazione.
Visita ed esami diagnostici
Visita ed esami diagnostici
Visita senologica ed esami diagnostici forniscono informazioni differenti sul seno.
Comprenderne il funzionamento e le caratteristiche aiuta a capire perché metodiche diverse possano essere utilizzate in momenti differenti o integrate tra loro.
Qual è il ruolo della visita senologica?
La visita senologica è una valutazione clinica specialistica eseguita dal medico senologo.
Inizia dall’anamnesi, attraverso cui il medico ricostruisce la storia personale e familiare della donna, eventuali sintomi, precedenti esami, interventi, terapie e altre informazioni utili.
Segue l’esame clinico del seno, attraverso osservazione e palpazione, per valutare eventuali nodularità, modificazioni cutanee o del capezzolo e altri elementi che richiedano attenzione.
Il valore della visita sta soprattutto nella possibilità di mettere in relazione le diverse informazioni disponibili e attribuire loro un significato clinico, orientando quando necessario gli approfondimenti successivi.
Come funziona l’ecografia mammaria e a cosa serve?
L’ecografia mammaria utilizza ultrasuoni, cioè onde sonore ad alta frequenza, per produrre immagini in tempo reale dei tessuti del seno.
Durante l’esame una sonda viene fatta scorrere sulla superficie del seno e il medico osserva dinamicamente le strutture sottostanti.
L’ecografia permette, ad esempio, di approfondire un’area palpabile, studiare la struttura di una formazione, distinguere in molti casi una componente liquida da una solida e valutare elementi emersi durante una visita o attraverso altre metodiche.
È particolarmente utile in numerose situazioni cliniche, comprese le donne giovani e i seni densi.
L’ecografia è una metodica dinamica e operatore-dipendente: la qualità dell’esplorazione dipende anche dal posizionamento della sonda, dalle immagini acquisite e dall’esperienza del professionista che esegue l’esame.
Che differenza c’è tra ecografia mammaria, visita senologica e visita senologica con ecografia contestuale?
L’ecografia mammaria è un esame strumentale per immagini. La visita senologica è invece una valutazione clinica specialistica del seno.
Le due attività possono essere svolte anche separatamente: un’ecografia già eseguita può essere portata a una successiva visita senologica e utilizzata dal medico insieme al relativo referto e alle immagini disponibili.
Nella visita senologica specialistica con ecografia contestuale proposta da Senelia, anamnesi, esame clinico ed ecografia vengono invece integrati dallo stesso medico senologo nello stesso incontro.
Questo permette al medico di orientare l’esplorazione ecografica anche sulla base di ciò che ha appena raccolto durante la visita e di mettere immediatamente in relazione valutazione clinica e imaging.
Come funziona la mammografia e a cosa serve?
La mammografia è una metodica radiologica che utilizza raggi X a bassa dose per ottenere immagini del tessuto mammario.
Durante l’esame il seno viene posizionato e compresso tra due piastre per alcuni secondi. La compressione consente di distribuire meglio il tessuto, ridurre le sovrapposizioni e ottenere immagini adeguate utilizzando la dose di radiazione necessaria.
La mammografia può evidenziare alterazioni strutturali, noduli, distorsioni e microcalcificazioni, comprese alcune modificazioni che possono non essere percepibili alla palpazione.
Per questo svolge un ruolo fondamentale sia nei programmi di screening mammografico sia nella valutazione diagnostica quando esiste una specifica indicazione clinica.
Il corretto posizionamento del seno e l’interpretazione delle immagini richiedono competenze professionali specifiche.
Età, densità mammaria, storia personale e familiare e quadro clinico contribuiscono a determinare quando la mammografia sia indicata e se debba essere integrata con altre metodiche.
Come funziona la risonanza magnetica mammaria e quando viene utilizzata?
La risonanza magnetica mammaria utilizza un campo magnetico e onde a radiofrequenza per ottenere immagini molto dettagliate del tessuto mammario.
L’esame viene eseguito con la donna in posizione prona e il seno collocato all’interno di una bobina dedicata.
In molte delle principali indicazioni senologiche viene utilizzato anche un mezzo di contrasto somministrato per via endovenosa, secondo la valutazione clinica.
La risonanza è una metodica ad elevata sensibilità e viene utilizzata in situazioni selezionate: per esempio nelle donne ad alto rischio, in particolari approfondimenti diagnostici, nella valutazione dell’estensione di alcune patologie o quando altre metodiche non forniscono informazioni sufficienti.
La sua indicazione viene definita dal medico sulla base della specifica domanda clinica.
Percorso Senelia
Percorso Senelia
Il Percorso Senelia accompagna la donna in una prevenzione continuativa costruita nel tempo, collegando MammoTest, valutazione medica, informazioni cliniche e monitoraggio della normalità individuale.
In questa sezione trovi anche le informazioni pratiche su prima visita, calendario dei controlli, Diario Senologico, prenotazione e referti.
Da dove inizia il Percorso Senelia?
Il percorso inizia con la Prima visita con MammoTest.
In questa occasione vengono raccolte in modo strutturato le informazioni anamnestiche, la documentazione senologica già disponibile e la prima rilevazione MammoTest.
Questa prima rilevazione costituisce il punto di partenza per i confronti successivi.
Da qui viene programmata la continuità del percorso secondo il protocollo Senelia.
Cosa succede dopo il MammoTest?
I dati raccolti vengono elaborati e il risultato viene sottoposto alla valutazione del medico responsabile della refertazione.
Il medico legge il MammoTest mettendolo in relazione con la storia senologica della donna, l’anamnesi, gli eventuali esami precedenti e le altre informazioni disponibili.
Se non emergono elementi che richiedano modifiche al percorso, viene mantenuta la continuità prevista dal protocollo.
Quando invece qualcosa merita maggiore attenzione, il medico stabilisce quali valutazioni o approfondimenti siano più appropriati.
Cos’è il Diario Senologico?
Il Diario Senologico è lo spazio organizzato in cui Senelia raccoglie nel tempo le informazioni utili alla storia senologica della donna.
Comprende l’anamnesi, i referti dei MammoTest, gli esami senologici precedenti messi a disposizione dalla donna, le eventuali valutazioni specialistiche e gli approfondimenti eseguiti durante il percorso.
Avere queste informazioni raccolte nello stesso luogo permette di collegare più facilmente ciò che è stato osservato in momenti diversi e di mantenere continuità tra un controllo e il successivo.
Il Diario Senologico rappresenta quindi la memoria organizzata del percorso, mettendo a disposizione del medico le informazioni necessarie per leggere ogni nuova rilevazione all’interno della storia della singola donna.
Ogni quanto vengono programmati i MammoTest?
Il Percorso Senelia segue un protocollo di monitoraggio definito.
Il primo MammoTest costituisce la rilevazione iniziale.
Il secondo viene programmato a circa 6 mesi dal primo e permette il primo confronto tra due rilevazioni della stessa donna.
Il terzo viene programmato a circa 12 mesi dal secondo.
Successivamente, in condizioni di continuità del percorso, il MammoTest viene generalmente ripetuto una volta all’anno.
Questa sequenza permette di costruire progressivamente una storia di rilevazioni confrontabili e di consolidare nel tempo il riferimento personale della normalità del seno.
Il protocollo rappresenta la direzione ordinaria del percorso. Può essere modificato dal medico quando emergono anomalie numeriche, sintomi, patologie, reperti clinici o altre condizioni che rendano opportuno anticipare, modificare o integrare i controlli previsti.
Cosa devo portare alla prima visita?
È utile portare i referti e gli esami senologici precedenti disponibili, soprattutto quelli più recenti.
Questa documentazione permette di ricostruire meglio la storia della donna e viene raccolta insieme alle altre informazioni utili al percorso.
Disporre fin dall’inizio della documentazione precedente permette al medico di interpretare le nuove informazioni avendo a disposizione un quadro più completo.
Per chi può essere indicato il Percorso Senelia?
Il Percorso Senelia è pensato per le donne che desiderano conoscere e monitorare nel tempo la normalità del proprio seno.
Può assumere particolare interesse in alcune situazioni, per esempio nelle donne giovani, in presenza di seno denso, familiarità o mutazioni genetiche, protesi mammarie o durante fasi della vita caratterizzate da importanti cambiamenti del seno.
Ogni situazione presenta però caratteristiche specifiche che meritano di essere comprese nel proprio contesto.
Per approfondire le situazioni in cui il percorso può assumere particolare valore, puoi consultare la pagina Per chi è indicato.
Come si prenota una visita o un MammoTest?
La prenotazione delle prestazioni Senelia viene gestita online attraverso il portale AlfaDocs, raggiungibile dalla pagina Prenota del sito.
Dopo aver scelto la prestazione, il portale permette di individuare le disponibilità e completare i passaggi necessari alla prenotazione.
Le istruzioni operative definitive verranno aggiornate in questa risposta una volta completata la configurazione finale del flusso di prenotazione.
Come riceverò il referto e in quanto tempo?
Il referto viene predisposto secondo il processo clinico previsto per la prestazione eseguita e viene reso disponibile alla paziente attraverso le modalità comunicate da Senelia.
I tempi possono variare in funzione del tipo di prestazione e delle attività di valutazione necessarie.
Modalità di consegna e tempistiche definitive saranno indicate in questa sezione una volta completata la configurazione operativa del servizio.
Come si inserisce il Percorso Senelia nella prevenzione personale della donna?
Il Percorso Senelia aggiunge continuità alla prevenzione.
Permette di raccogliere e collegare nel tempo le informazioni senologiche della donna e, attraverso MammoTest e Impronta Senologica, di aggiungere un livello di osservazione della sua normalità individuale.
Quando emerge qualcosa che richiede una valutazione diversa, il percorso si integra con visita senologica ed esami diagnostici indicati dal medico.
Monitoraggio della normalità e approfondimento diagnostico svolgono quindi funzioni differenti, ma possono appartenere allo stesso percorso di prevenzione.
Tecnologia MammoWave
Tecnologia MammoWave
MammoWave è la tecnologia utilizzata per eseguire il MammoTest.
Le domande di questa sezione spiegano come funziona il dispositivo, come vengono raccolti ed elaborati i segnali e quali caratteristiche rendono possibile utilizzarlo nel monitoraggio nel tempo.
Cos’è e come funziona MammoWave?
MammoWave è un dispositivo medico basato su tecnologia a microonde, che utilizza onde elettromagnetiche a bassa intensità per analizzare il tessuto del seno.
Questa tecnologia rientra nell’ambito dell’imaging a microonde: a differenza di altri sistemi di imaging, però, non produce immagini morfologiche, ma elabora i segnali raccolti per generare valori numerici.
MammoWave sfrutta le differenze nelle proprietà dielettriche dei tessuti mammari. All’interno del dispositivo, antenne trasmittenti e riceventi inviano segnali a microonde e raccolgono quelli riflessi dal seno.
I segnali vengono successivamente elaborati attraverso algoritmi dedicati per ricavare mappe tecniche e parametri numerici utilizzati nella lettura del MammoTest.
Come vengono elaborati i dati raccolti da MammoWave?
Durante il MammoTest, MammoWave raccoglie una grande quantità di segnali relativi alle caratteristiche del tessuto mammario.
Questi segnali vengono elaborati attraverso algoritmi proprietari sviluppati da UBT per ricavare parametri numerici utili alla lettura del risultato.
La tecnologia mette questi dati in relazione con un ampio dataset clinico di riferimento, costituito dalle rilevazioni raccolte su migliaia di donne, permettendo un confronto a livello popolazionale.
Questo è particolarmente importante nel primo MammoTest, quando non esistono ancora rilevazioni precedenti della stessa donna: il confronto con il riferimento popolazionale fornisce il primo livello di lettura dei valori raccolti.
Dalle rilevazioni successive, nel Percorso Senelia si aggiunge poi un secondo livello di confronto: attraverso l’Impronta Senologica, i valori della donna vengono messi in relazione anche con quelli dei suoi MammoTest precedenti.
In termini semplici, il primo MammoTest permette di partire da una “taglia standard” costruita sul confronto con un ampio riferimento popolazionale; con i MammoTest successivi, l’Impronta Senologica consente progressivamente di passare dalla taglia standard all’abito sartoriale della singola donna.
MammoWave è un dispositivo medico?
Sì. MammoWave è un dispositivo medico attivo non invasivo di Classe IIa.
Utilizza microonde a bassa potenza ed è conforme ai requisiti europei applicabili ai dispositivi medici, inclusi i requisiti previsti dal Regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici.
La tecnologia è sviluppata secondo un sistema qualità conforme allo standard ISO 13485 ed è stata inoltre oggetto di studi clinici e pubblicazioni scientifiche internazionali.
Perché il MammoTest viene definito innocuo?
Il MammoTest utilizza MammoWave, un dispositivo medico che impiega onde elettromagnetiche nella banda delle microonde a bassissima potenza, inferiore a 1 mW.
Per dare un riferimento concreto, si tratta di una potenza indicativamente circa cento volte inferiore a quella comunemente associata a un telefono cellulare.
Durante l’esame la donna è sdraiata in posizione prona e il seno viene posizionato per gravità all’interno di una coppa dedicata, scelta in funzione delle sue dimensioni. Il seno rimane libero e non viene schiacciato.
Le antenne del dispositivo ruotano intorno alla coppa e raccolgono i segnali senza che l’operatore debba entrare fisicamente in contatto con il seno durante l’acquisizione.
MammoWave è inoltre progettato nel rispetto degli standard applicabili all’esposizione elettromagnetica e al SAR.
Queste caratteristiche permettono di utilizzare il MammoTest all’interno di un percorso basato su rilevazioni successive nel tempo.
Perché il MammoTest viene definito oggettivo e operatore-indipendente?
La raccolta dei dati avviene attraverso una procedura standardizzata gestita dal dispositivo.
Dopo il corretto posizionamento della donna, le antenne di MammoWave si muovono automaticamente intorno al seno e raccolgono i segnali secondo modalità definite dalla tecnologia.
L’operatore non decide manualmente quale area del tessuto acquisire né costruisce il risultato attraverso una propria interpretazione durante la raccolta.
I dati vengono successivamente elaborati attraverso algoritmi dedicati.
Questo rende la rilevazione particolarmente adatta a essere ripetuta e confrontata nel tempo, riducendo la dipendenza della raccolta del dato dalla manualità dell’operatore.
Non hai trovato la risposta che stavi cercando?
La prevenzione del seno coinvolge situazioni, dubbi e percorsi personali molto diversi.
Se non hai trovato una risposta chiara oppure vuoi approfondire una situazione specifica, puoi contattare direttamente Senelia.
Le domande delle donne ci aiutano anche ad aggiornare questa sezione e a renderla progressivamente più utile e completa.
Molte delle domande raccolte in questa pagina nascono direttamente dai dubbi che le donne ci hanno rivolto nel tempo.